Quanto ne sai della reazione al fuoco dell’EPS?

Quanto ne sai della reazione al fuoco dell’EPS?

Vai alla scheda tecnica di FireBlock.

L’EPS è composto da idrogeno e carbonio, per sua natura è quindi combustibile. Non per questo però è da considerarsi in assoluto come un materiale che propaga le fiamme. Tutti i nostri prodotti sono realizzati con EPS autoestinguente, ottenuto con opportuni additivi, che impediscono la propagazione delle fiamme quando viene meno la causa dell’innesco.

Normalmente il polistirene espanso presenta una classe di reazione al fuoco E, ma grazie al rivestimento con materiali a elevata resistenza al fuoco, riusciamo a fornirvi prodotti con classe di reazione complessiva B.

Ricordiamo che nel caso di incendio, grazie alla sua scarsa massa, l’EPS dà uno esiguo contributo in termine di combustibile. Inoltre, non scoppia, ne sublima, ne produce diossina.

L’incendio è l’azione distruttrice del fuoco e, fin dall’antichità, uno dei maggiori pericoli per l’uomo.

Un incendio per svolgersi necessita di tre fattori essenziali, il cosiddetto “triangolo del fuoco”: il combustibile, il comburente e l’innesco. Nella maggioranza dei casi il materiale combustibile e il comburente (solitamente l’ossigeno) sono sempre disponibili, mentre l’innesco, può essere fornito in modo volontario e non (una fiamma, una scintilla, una sigaretta o un corto circuito).

La sicurezza all’incendio è uno dei requisiti essenziali nella progettazione di un edificio, e non può essere compromessa. Per questo l’unione europea ha creato una norma (la UNI EN 13501-1) che regolamenta la classe di reazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione. Ogni prodotto con marcatura CE viene classificato secondo 7 euroclassi: A1, A2, B, C, D, E ed F (F prodotti non classificati). I materiali appartenenti alla classe A1 sono incombustibili, mentre quelli appartenenti alle euroclassi dalla A2 alla F sono combustibili in ordine crescente.

Le suddivisioni delle classi di reazione al fuoco (Euroclassi), a esclusione della classe A1, è poi combinata con le sottoclassi penalizzanti relative al gocciolamento, inteso come produzione di gocce e particelle ardenti, (d0, d1 e d2), e quelle riguardanti la produzione di fumo, in termini di opacità ed attenuazione della visibilità, (s1, s2 e s3); la classificazione relativa ai fumi valuta solamente l’opacità e non la tossicità.

Il polistirene espanso presenta naturalmente una classe di reazione al fuoco pari a E, ma da sempre Elle Esse produce solamente EPS autoestinguente, ottenuto con opportuni additivi, che impediscono la propagazione delle fiamme quando viene meno la causa dell’innesco.

È perfettamente possibile progettare un edificio utilizzando l’EPS come materiale isolante e soddisfare i requisiti in fatto di isolamento, compresa la sicurezza al fuoco e all’incendio.

Il comportamento al fuoco dell’EPS viene definito mediante la reazione che lo stesso presenta in funzione dell’applicazione in cui viene utilizzato. In Italia i VVF hanno emesso alcuni provvedimenti per edifici ad uso specifico. In alberghi, attività commerciali superiori a 400 m2, centri di elaborazione dati e scuole l’EPS, se utilizzato, deve essere di una classe precisa di reazione al fuoco. In queste realizzazioni di sistemi d’isolamento a cappotto il materiale utilizzato deve appartenere almeno alla classe B di reazione al fuoco, che può essere raggiunta dall’EPS se adeguatamente rivestito; come nel caso del nostro FireBlock.